Conservazione

L’Archivio di Stato di Macerata conserva un patrimonio documentario relativo non soltanto alla città di Macerata e alla sua provincia, ma anche a gran parte del territorio dell’intera regione. Questo perché, a partire dal XV secolo, Macerata fu sede delle principali magistrature pontificie della cosiddetta Marca di Ancona, che avevano giurisdizione su tutte le Marche. Quegli stessi archivi sono rappresentati dal fondo del Governatore generale della Marca, della Curia generale della Marca, del Tribunale della Rota, del Commissario delle frodi, del Subcommissario degli spogli, del Commissario nella Marca della Reverenda Fabbrica di S. Pietro.

L’Archivio di Stato conserva anche la documentazione relativa ad organi locali come il podestà di Macerata, quello di Montefano, di Belforte del Chienti, di Recanati, di Montesanto (attuale Potenza Picena), di San Severino Marche, i pretori di Montecassiano, di Monte San Martino, per limitarsi ai fondi più antichi.

Per quanto riguarda l’epoca moderna, non si possono non ricordare gli archivi dell’Amministrazione dipartimentale e della Prefettura del dipartimento del Musone, della Corte di giustizia civile e criminale, del Tribunale del I° dipartimento del Musone, dei Giudici di pace di molti comuni.

A causa della diversa estensione dell’antica circoscrizione di Macerata fino all’unità, l’Archivio conserva documenti relativi a comuni che attualmente fanno parte della provincia di Ancona (Fabriano, Filottrano, Loreto, Sassoferrato ed altri), di Ascoli Piceno ed ora Fermo (Sant’Elpidio a Mare, Amandola, ecc.)

Relativamente al periodo postunitario, si ricordano gli archivi della Prefettura, della Questura, dell’Intendenza di finanza, del Distretto militare e gli archivi degli uffici giudiziari, tra cui il Tribunale e la Corte di assise di Macerata.

Particolarmente ricca la serie degli archivi notarili tra cui spicca naturalmente quello di Macerata a cui è annesso il cosiddetto Tabulario diplomatico, vale a dire oltre ottocento frammenti di codici in pergamena recuperati, all’inizio del secolo scorso, dalle coperte di altrettanti protocolli notarili.

Nell’Archivio di Stato di Macerata si trovano inoltre i fondi di istituzioni religiose come la Confraternita del Ss.mo Sacramento di Macerata ed il Monastero di S. Caterina di Cingoli con le sue 1095 pergamene.

Non mancano infine gli archivi di famiglie e persone, tra cui quello della famiglia Gentiloni Massi Silverj di Tolentino, Bonaccorsi e Gallo di Potenza Picena, Ricci Petrocchini di Macerata. Ricordiamo infine l’archivio della Società dello Sferisterio, monumento fra i più significativi della città, costruito nella I^ metà del sec. XIX per il gioco del pallone con il bracciale e che da molti anni ospita la stagione lirica estiva.

 



Ultimo aggiornamento: 30/10/2026